Autoconsapevolezza dell'atleta - prima parte

Scritto da: Cristina Marinelli  - Psicologa - Psicoterapeuta - Psicologia dello Sport 

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Che cos’è l’autoconsapevolezza?

L’autoconsapevolezza consiste nel saper riconoscere i nostri pensieri e le nostre emozioni, nonché delle nostre sensazioni corporee, dare loro un nome, piuttosto che ignorarli e relegarli in angoli nascosti della nostra mente!

 

Essere consapevoli agevola l’uscita da momenti di crisi e l’entrata quasi immediata nell’azione successiva. Consente di festeggiare gli obiettivi raggiunti senza falsa modestia e di concentrarci sui nuovi obiettivi.

Facciamo un esempio.

Quando ci accingiamo ad andare in battuta nel volley o a tirare un rigore nel calcio o ad intraprendere un’azione decisiva in una performance individuale o di squadra, basta “pensare che non si riuscirà” e:

- veniamo proiettati in un tempo futuro, che non è reale ed in cui non siamo presenti;

- non possiamo agire sull’oggi, sul qui e ora e questo ci depotenzia e ci intristisce;

- diventiamo fisicamente deboli e inattivi, proprio in un momento decisivo per la nostra prestazione.

 

Basta “pensare” e tutto va a rotoli, in una frazione di secondo…Quando dovremmo lasciare che sia il nostro corpo a fare quello che sa e per cui si è allenato da tempo!

 

Diventare consapevoli dei propri pensieri, emozioni, delle proprie abilità e potenzialità, consente all’atleta di sperimentare livelli di autoefficacia adeguati per il raggiungimento degli obiettivi preposti, cioè sentirà di avere un sufficiente livello di fiducia nelle proprie capacità per affrontare compiti specifici.

 

Quindi come possiamo fare per aumentare la nostra consapevolezza di essere in grado di riuscire nel nostro compito?

 

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Testo a cura della Dott.ssa Cristina Marinelli

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