Ipnosi e sport - prima parte

Studi sull’ipnosi e attendibilità

 

Scritto da: Dott.ssa Gladys Bounous - Psicologa psicoterapeuta

Cell: 3472734495 

Email: Gladys.bounous@bskilled.it

Sito Internet: www.bskilled.it

 

L’ipnosi è una tecnica approdata allo sport di recente, anche se in passato, numerosi nomi eccelsi dello sport italiano hanno dichiarato in diverse interviste di aver utilizzato l’ipnosi sportiva per migliorare la propria prestazione.

E’ il caso di Lea Pericoli e di Adriano Panatta che hanno dichiarato di aver fatto ricorso all’ipnosi sportiva nel loro percorso di allenamento mentale, negli anni ’60-’70.

In tempi recenti ricordiamo Giorgio Rocca e la preparazione per le Olimpiadi di Torino 2006. È Soprattutto all’estero che le tecniche ipnotiche sono parte integrante dei percorsi di allenamento mentale.

I recenti studi dimostrano che le suggestioni ipnotiche, finalizzate a visualizzare e vivere l’esperienza sportiva, sono associate ad aumento del battito cardiaco, della respirazione, del VO2 max, del consumo di ossigeno, della produzione di anidride carbonica, del flusso sanguigno in regioni periferiche dell’organismo e dell’attivazione di specifiche regioni cerebrali.

 

Tutti questi studi dimostrano quindi che l’allenamento ipnotico alla prestazione sportiva non è solo una pura “suggestione mentale”, ma si tratta di un vero e proprio training psicofisico di preparazione alla prestazione.

In ambito sportivo, l’ipnosi può essere utilizzata in due modi differenti, ma complementari:

 

●      per agire direttamente su parametri fisiologici e modificare le sensazioni corporee;

●      per operare sui pensieri e sulle emozioni che influenzano la prestazione.

 

A cosa serve concretamente l’ipnosi?

 

Tutti i ricercatori che studiano e applicano questa tecnica nel mondo sportivo sostengono che sia uno strumento privilegiato per portare l’atleta in una condizione analoga a quella esperita nel “flow” o nella “peak performance”.

 

Leggi le applicazioni dell’ipnosi nello sport

 

Bibliografia

●    Kosslyn, Ganis, Thompson (2001), Neural foundation of imagery, Nature Reviews Neuroscience

●      Liggett DR, Hamada S., 1993. Enhancing the visualization of gymnasts. American Journal of Clinical Hypnosis, Jan;35(3):190-7

●      Frester R., 1985. L’allenamento ideomotorio, Rivista di cultura sportiva, 1:7.

●    Lazar, Kerr, Wasserman (2005), Meditation experience is associated with increased cortical thickness, Neuroreport

●    Lasar, Bush, Golub (200), Functional brain mapping of the relaxation response and meditation, Neuroreport

● Tart (2001), Meditation, some kind of self-hypnosis? APA

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● Barber TX (1966), The effects of hypnosis and suggestions on strenght and endurance: a critical review of research studies, British Journal of Social and Clinical Psychology

● Taylor J, Gerson A (1992), A conceptual model of the effects of imagery administration, in Taylor, Horovitz and Balague (1993)

● Taylor, Horovitz, Balague (1993), The use of hypnosis in applied sport psychology, The Sport Psychologist

● Ligget (2000), Enanching imagery through hypnosis: a performance aid for athletes, American Journal of Clinical Hypnosis.

 


Testo a cura della Dott.ssa Gladys Bounous

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