Choking nell'equitazione

Scritto da: Dott.ssa Elena Giulia Montorsi – Psicologa - Esperta in Psicologia dello Sport ed in Psicologia dell’adolescenza e della famiglia.

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Quante volte si è sentito dire dagli istruttori: “ha perso la testa” o “aveva la mente da un’altra parte”? La pressione della vittoria è l’unica percezione presente.

Altrettanto spesso nelle gare a squadre si entra in campo con alte responsabilità di risultato e molti fra amazzoni e cavalieri non riescono a gestire questa pressione.

 

L’“effetto choking” esiste a tutti i livelli.

La mente viene letteralmente “strozzata” dall’ansia, dalla tensione e dal vuoto. Eppure dov’è la differenza?

Si è saltato bene fino a quel momento, a livello tecnico si hanno tutte le carte in regola, ma nella testa scatta una chiusura.

Gli elementi del chocking

  • I primi cambiamenti si percepiscono a livello fisico: aumenta la tensione muscolare, la sudorazione, il respiro si fa affannoso e quasi diventa apnea.
  • Conseguentemente cambia il livello tecnico: viene meno la coordinazione e ogni movimento crea fatica. Si entra in uno stato di rushing, dove ogni azione viene eseguita frettolosamente e senza cura.
  • A livello mentale si entra nel distance distortion, in cui la mente crea illusioni ottiche creando delle distanze irreali. L’attenzione e la concentrazione subiscono una variazione importante: si mantiene un focus attentivo interno e ristretto e non si riesce ad uscire dai pensieri negativi
  • A livello ambientale: difficili condizioni di gara, livello troppo alto di responsabilità, aspettative di risultato, diventano una pressa stressogena che conduce ad un “circolo vizioso”, tra questi 4 fattori.

Come superare questo momento, nei pochi attimi tra il campo prova ed il campo gara?

Quando la mente entra in un loop negativo uscirne in pochi istanti diventa difficoltoso, a meno che non si ricorra a tecniche specifiche della preparazione mentale, focalizzate su:

  • Imparare una corretta tecnica di respiro non solo favorisce il rilassamento muscolare del cavaliere e di conseguenza del cavallo, ma fa spostare il focus attentivo su un altro elemento; in parole povere lo distrae dai suoi pensieri vorticosi.
  • Così facendo può provare a parlarsi internamente e cambiare le frasi da negative a positive: “non posso farcela, è impossibile” a “posso provarci, questa è una sfida”. Già con questi due elementi, che richiedono pochi istanti di concentrazione, consentono di far ritrovare una discreta calma.
  • La visualizzazione: ripassare il percorso nella propria testa con calma, salto per salto, pensando al tracciato ed ai tempi delle linee. Così facendo riduce a livello fisico ritmo cardiaco e respiro affannoso, l’attenzione torna a dirigersi verso gli elementi importanti e le responsabilità verranno vissute con maggiore sicurezza in se stessi.

I pochi minuti “persi” nella propria testa faranno guadagnare un risultato a dir poco soddisfacente ed i famosi istruttori potranno dire all’uscita dal campo: “ecco, finalmente hai usato la testa!!!”

 

E.G. Montorsi, “Se la mente fa choking”, Cavallo Magazine, luglio 2009, pg 26

Credit: http://www.elenagiuliamontorsi.it/pdf/sport/2009-06-01_CavalloMagazine.pdf

 


Testo a cura della Dott.ssa Elena Giulia Montorsi

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