RELAZIONE ANSIA E STRESS E METODOLOGIA D’INTERVENTO

A cura della dott.ssa Miriam Jahier - Psicologia clinica e dello sport

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In riferimento alla tabella del flow costruttivista (Czikszertmihalyi,1975), quando si parla di ansia si intende un eccesso di attivazione di risposte neurofisiologiche e quindi cognitive, emotive, comportamentali e fisiologiche, senza che vi siano stimoli esterni appropriati.

Siamo in situazioni di stress acuto, circoscritto alla situazione contingente.

Gli stimoli ci sono, ma provengono dall’interno dell’organismo ed in particolare dalla mente: preoccupazioni verso una situazione che deve ancora accadere. Si verifica allora uno spostamento dell’attenzione e dei pensieri verso situazioni passate o future, ma certamente non presenti.

Possiamo fare una distinzione tra:

 

- Ansia di stato: è un’ansia normale e si attiva in tutte le situazioni di giudizio e confronto con l’esterno. I cambiamenti sono temporanei e si ritorna a un range normale non appena è terminata la situazione di stress, con immediato recupero delle energie psicofisiche.

 

- Ansia di tratto: caratteristica stabile della personalità, che implica un livello di tensione che è già strutturale a cui si somma l’ansia di stato. L’organismo non recupera completamente alla fine della situazione di stress, ma rimane un certo livello di tensione.

 

L’ansia e la paura sono normali in situazioni di pre-gara e sono entrambe funzionali ad attivare l’attenzione e la tonicità.

Quando l’ansia e la paura diventano eccessive, però, provocano vere e proprie situazioni di stress cronico, che mettono a dura prova l’organismo.

 

Cosa fare?

  • Ridurre e modificare le risposte cognitive, comportamentali e sensoriali, gestendo le emozioni.
  • Ridurre l’ansia corporea, attraverso tecniche di rilassamento progressivo, ad esempio la tecnica frazionata di Wolpe (1982). Principio di base: pensare attraverso il corpo riduce, indirettamente, l’ansia e induce distensione mentale.
  • Effettuare esercizi di contrazione e distensione muscolari abbinati alla respirazione e di focus mentale orientato sul corpo
  • Musicoterapia, anche attraverso la creazione di brani specifici, ad es. il CD Il viaggio (m.jahier 2014 www.mindtrainer.it), il cui obiettivo è la stimolazione polisensoriale, per l’attivazione, il ritmo, la distensione mentale e il rilassamento, con conseguente cambiamento fisiologico.
  • Riduzione ansia cognitiva attraverso tecniche cognitive e comportamentali:
  1. Tecniche di self talk
  2. Goal setting
  3. Ppf
  4. Biofeedback, ppf, pnl
  5. Visualizzazione-allenamento ideomotorio/imagery

L’ansia cognitiva si riduce, infine, attraverso un programma di cambiamento e rifocalizzazione dei pensieri definito Metodologia P.A.S.S.I. (M. Jahier, 2009).

P.A.S.S.I. è un programma di preparazione mentale che prevede:

 

P-Punti di forza

Quali sono gli aspetti caratteristici e specifici della tua disciplina e di quello che fai? Individua le caratteristiche specifiche e le qualità che ritieni di dover possedere per raggiungere prestazioni ottimali (fisiche,tecniche, psicologiche, tattiche ) e datti un punteggio da 1 a 10.

 

A-Attivazione

  •  Livello ottimale per essere focalizzati sul compito, definendo il range entro cui stare (minimo------------massimo)?
  • Quanta energia ti è necessaria e come puoi modularla per raggiungere la fine della gara/lavoro?

S-Sintonizzazione

Sintonizza mente e corpo: un tutt’uno per trovare lo stato di flow.

 

S-Sincronizzazione

Sincronizzati con quello che stai facendo e con l’ambiente dove ti trovi, in modo di sentirti perfettamente fluido e integrato, morbido, flessibile e a tuo agio.

 

I-Interiorizzazione

Interiorizza le sequenze motorie, adeguatamente preparate per ogni colpo, e allenale, in modo da creare delle tue routine. Questo ti permette di essere concentrato ad ogni colpo.

 

 

Per vedere le tecniche o metterti in contatto:

Dott.sa Miriam Jahier Psicologa dello sport – psicoterapeuta

www.mindtrainer.it

m.jahier@mindtrainer.it

 


Testo a cura del Dott.ssa Miriam Jahier

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