RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI: IL GOAL SETTING

A cura della dott. Francesco Prisco – Psicologo dello Sport e Psicoterapeuta sistemico-relazionale

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Sicuramente ti sarà capitato, nel corso della tua vita, sperimentare un senso di frustrazione nel vedere le tue mete allontanarsi e non per tua “colpa”… Nello sport, cadere e rialzarsi è cosa di tutti i giorni, ma rialzarsi e continuare a guardare lontano, forse, lo è ancora di più.

Cosa è stato fatto di sbagliato?

Cosa si può fare per rialzarsi e ricordarsi di guardare sempre agli obiettivi che ci eravamo prefissati? Spesso non basta la sola volontà o avere molta determinazione.

Uno dei fattori che maggiormente caratterizza chi “tiene riesce a tenere duro”, consiste nella capacità di saper scegliere i propri obiettivi e formulare un programma per raggiungerli. 

Questo fattore è chiamato Goal Setting: una risorsa indispensabile nel mondo sportivo, ma anche in tutti gli altri ambiti della vita.

Imparare ad utilizzare la strategia del Goal Setting, soprattutto nello sport, facilita il raggiungimento degli obiettivi desiderati e il miglioramento della performance, ha delle influenze positive sull’approccio all’allenamento, rafforzando la motivazione ed il senso di autoefficacia e, infine, delle capacità di far fronte alle difficoltà.

Ciò significa indirizzare i propri sforzi in modo consapevole e non dispersivo, avendo sempre la misura dei miglioramenti raggiunti, o riuscire a correggere un piano di lavoro quando non riusciamo a raggiungere un obiettivo.

Affinchè il goal setting risulti veramente funzionale, deve essere formulato con obiettivi che contengano dei parametri, delle caratteristiche ben precise, senza le quali può essere addirittura controproducente.

Innanzitutto, occorre che gli obiettivi vengano individuati in sinergia tra atleta, psicologo dello sport e coach.

Conoscere la storia personale e sportiva di un atleta è un altro fattore fondamentale da non trascurare. Ciò consente di conoscere le risorse, ma anche gli ostacoli che possono intervenire nel percorso da intraprendere.

Inoltre, gli obiettivi devono essere:

  • Legati al tempo, cioè essere scanditi nel tempo, ovvero devono prevedere una scadenza limite in cui essere raggiunti. Bisogna inoltre distinguere tra: obiettivi a lungo termine, obiettivi a medio termine ed obiettivi a  breve termine.
  • Misurabili: l’efficacia del goal setting è legata ai feedback che esso può dare rispetto alla prestazione. Ovvero, è necessario trovare delle modalità per “misurare” i progressi.
  • Specifici per la disciplina praticata ed essere focalizzati su specifiche aree da migliorare e su cui lavorare.
  • Realistici e sfidanti, al fine di mantenere alta la motivazione e l’impegno dell’atleta o della squadra. “Realmente raggiungibili”, quindi legati alle effettive possibilità di partenza e, allo stesso tempo, sfindanti. Infatti obiettivi troppo facilmente raggiungibili possono generare noia, di contro mete eccessivamente elevate possono scoraggiare ed influire negativamente sull’autostima e sull’autoefficacia.
  • Descritti in positivo: è molto più efficace descrivere gli obiettivi in termini di “ciò che si vuole raggiungere”, invece che rispetto a ciò che non si vuole.

La commistione di questi elementi permette di mantenere vivo l’impegno, l’interesse, la passione verso la disciplina praticata, di favorire un miglioramento della performance, ma anche di stimolare sensazioni intime e soggettive positive.

 


Testo a cura del Dott. Francesco Prisco

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