Pattinaggio artistico: benefici della preparazione mentale

A cura della Dott.ssa Laura Critelli - Psicologa e Psicoterapeuta - Specializzata in Psicologia della Salute ed esperta in Psicologia dello Sport (Metodo SFERA)

Cell: +393336491773

Email: lauracritelli@yahoo.it

 

 

Parole chiave: benefici del lavoro mentale, ansia da prestazione, self talk negativo, autoefficacia

La pratica del pattinaggio artistico, come altri sport, può incontrare delle difficoltà.

Alcuni atleti conducono allenamenti ottimi, ma in gara… la loro prestazione risulta nettamente sotto le loro capacità!

Non riescono ad esprimere il loro potenziale reale e, uno degli ostacoli, può essere l’ansia da prestazione, che si presenta proprio prima della competizione o addirittura giorni prima.

A cosa è dovuta questa ansia da prestazione? Cosa la genera?

Sia l’atteggiamento mentale con cui l’atleta si predispone alla competizione, sia i pensieri negativi che emergono, sia il tipo di self talk utilizzato possono influenzare la performance.

La voce interna della persona può dire parole che “marciano contro di sè”, come:

 

- “Non ce la farai mai!”

- “Gli altri sono più forti di te!”

- “Farai un punteggio basso!”

- “Cadrai!”

- “Pattinerai in modo sporco!”

- “Tutti penseranno che pattinerai male!”

 

Da questi pensieri spesso emerge uno stato di ansia, che genera anche tensione corporea, e che compromette la prestazione, come di conseguenza la buona riuscita della gara: le sicurezze interne sono minate, non si vive nel presente, ma rivolti altrove, in altri pensieri.

 

In questi casi può essere utile un lavoro con lo psicologo dello sport, che può aiutare l’atleta a preparare la gara mentalmente.

Le strategie utilizzate possono essere diverse, con benefici che possono essere anche straordinari.

I miglioramenti per l’atleta sono evidenti già dopo poche sessioni di mental training.

Seguire la preparazione mentale giova a tal punto da permettere di migliorare il punteggio della performance di gara (ci sono atlete che hanno ottenuti otto punti in più in una singola competizione quando normalmente miglioravano di un punto o un punto e mezzo in una stagione), di arrivare calmi e concentrati, di predisporsi alla buona riuscita della competizione o alla vittoria con un pensiero positivo, o comunque con opinioni che non siano più contro se stessi e il proprio lavoro di mesi.

 

L’atleta impara a ridurre notevolmente l’ansia ponendo l’attenzione sulle proprie capacità, sull’essere presente in gara, attimo per attimo, e sull’ individuare i propri obiettivi.

Grazie a questo nuovo modo di approcciarsi alla performance l’atleta cambia la percezione che ha di sé, di quanto si ritiene capace ed efficace.


Testo a cura della Dott.ssa Laura Critelli

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