Tecniche di rilassamento nello sport

A cura del Dott. Manuel Sedda – Psicologia clinica e di comunità

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Email: manuel.sedda@gmail.com

 

 

Le tecniche di rilassamento favoriscono le condizioni mentali caratterizzate da uno stato di calma, dal recupero di forze ed energie, dall’eliminazione di tensioni psicologiche e fisiche. Nello specifico, attivano le funzioni del sistema nervoso parasimpatico, diminuendo principalmente il consumo di ossigeno, del battito cardiaco e della respirazione.

Nel contesto sportivo, lo scopo principale è migliorare la capacità di autocontrollo dell’atleta, al fine di ridurre quelli stati emotivi di ansia e di preoccupazione, che limitano e influenzano negativamente la prestazione. Con degli interventi specifici, infatti, si aiuta l’atleta a servirsi di pensieri, di sentimenti e di comportamenti adeguati all’attività da svolgere. Per di più, si agisce indirettamente sulla self-efficacy (la percezione che un individuo ha dell’efficacia delle proprie azioni) e si promuove una maggiore capacità di concentrazione

In linea generale, si riconoscono quattro condizioni necessarie per favorire le condizioni di rilassamento:

  • disposizione mentale focalizzata sul presente, in cui si possono ripetere parole, frasi o si può porre l’attenzione sul proprio corpo, sulle emozioni e sui pensieri;
  • atteggiamento passivo e di calma;
  • postura di rilassamento muscolare, che garantisca il recupero delle energie;
  • ambiente tranquillo.

Le principali tecniche di rilassamento sono il rilassamento progressivo, il training autogeno, la meditazione e il biofeedback.

 

Per acquisire familiarità con le tecniche di rilassamento è necessario un allenamento quotidiano; infatti tutti possono impararle, ma è importante la continuità. I risultati di tali pratiche possono manifestarsi anche nella vita quotidiana, come aiuto per scaricare lo stress accumulato o regalando un momento per sé stessi nei ritmi frenetici delle giornate.

 

In ambito sportivo, prima di lavorare con le tecniche di rilassamento, è opportuna una valutazione professionale sulle modalità di gestione dell’ansia e della pressione agonistica della persona. In certi casi, infatti, si possono presentare atleti calmi, rilassati, tendenti a provare sensazioni di stanchezza e di noia. In questi casi è opportuno una tipologia di intervento opposto, che favorisca l’attivazione della persona e il recupero delle energie.


Testo a cura del Dott. Manuel Sedda

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