L’ALLENAMENTO MENTALE DELL’ATLETA – I parte

A cura della Dott.ssa Monica Monaco – Psicologa dello Sport e dello Spettacolo

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La psicologia dello sport e dell’esercizio fisico è una branca della psicologia che, in quanto applicazione della “scienza del comportamento”, mira ad individuare il funzionamento mentale dei destinatari, a potenziare atteggiamenti efficaci e abitudini positive o a sostenere la salute o le performances.

In particolare, un’area di intervento largamente diffusa è quella dell’allenamento mentale degli atleti, il cd. Mental Training, che consente di:

 

  • completare la preparazione degli sportivi, integrando l’allenamento fisico e la preparazione tecnica,
  •  rinforzare e a sviluppare il cosiddetto “fattore psicologico”, che consente di raggiungere le massime prestazioni,
  • ridurre anche i fattori di stress, che possono gradualmente incidere sulla salute dell’atleta.

La psicologia dello sport è, più in generale, utile per stimolare e sostenere le risorse interiori spendibili nello sport con finalità diverse.

In particolare, gli interventi di psicologia sportiva possono essere utili per diverse finalità quali:

  • educare a stili di vita attiva, di cura di sè;
  •  sostenere la motivazione
  • incoraggiare la conoscenza di se stessi, spendibile anche in altri contesti quotidiani (es. studio, dieta, ecc.)
  • favorire l’inserimento in contesti sportivi anche delle persone con particolari caratteristiche psico-sociali, per aumentare le possibilità di sperimentarsi in ambienti “protetti”;
  •  ridimensionare quelle situazioni in cui è evidente uno scarto tra allenamento e in gara.

L’allenamento mentale rappresenta una delle possibilità di applicazione della psicologia dello sport e dell’esercizio fisico.

Più precisamente, i tre grandi step nell’allenamento mentale di atleti agonisti sono:

  1. la valutazione conoscitiva degli stili mentali spontanei;
  2. il rinforzo di modalità efficaci di attivazione psicologica, cioè di avviamento/stop di pensieri, emozioni o comportamenti in contesti sportivi;
  3. l’adozione di strategie mirate al benessere soggettivo.

Queste tre grandi aree richiedono conoscenze globali e approfondite sui meccanismi di funzionamento psichico, che solo uno Psicologo dello Sport può avere e nessun altro.

Il mental training impiega strategie, procedure e pratiche che generalmente vengono riunite in protocolli specifici per aree mentali da allenare.

 

Una delle tradizionali distinzioni delle principali aree di allenamento mentale nello sport classifica 3 tipologie di abilità mentali che contribuiscono a migliorare la performance sportiva e su cui è possibile agire con metodi di intervento psicologico sportivo (Vealey, 1988):

  1. le abilità di base (es. volizione, conoscenza di sé, autostima e fiducia in sè);
  2. le abilità di prestazione (es. gestione dell’arousal psico-fisico, focalizzazione dell’attenzione)
  3. le abilità facilitatorie (es. abilità interpersonali, gestione dello stile di vita personale).

I programmi di mental training più frequentemente proposti mirano ad allenare diverse abilità mentali, ritenute determinanti nel sostenere le prestazioni eccellenti: dallo studio delle caratteristiche psicologiche di atleti di successo, all’individuazione delle componenti delle cosiddette “peak performances” (Williams J.M., 1986), direttamente connessa alla possibilità di sperimentare volontariamente lo “stato di flow” (Csikszentmihalyi, 1990), cioè uno stato mentale ottimale, durante il quale un atleta sperimenta equilibrio tra le proprie abilità personali e la sfida agonistica.

 

Lo Psicologo dello Sport, attraverso la pratica e mirata, di allenamento mentale può allenare queste abilità.

 


Testo a cura della Dott.ssa Monica Monaco

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