L’ALLENAMENTO MENTALE DELL’ATLETA – II parte

A cura della Dott.ssa Monica Monaco – Psicologa dello Sport e dello Spettacolo

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Molti esperti concordano nel sostenere che gli allenamenti mentali degli atleti devono focalizzarsi su almeno 6 abilità mentali di base per sostenere efficacemente le prestazioni atletiche.

 

1) La capacità di modificare l’arousal, ovvero il proprio livello di attivazione psicofisiologica. La capacità di regolare le proprie energie va allenata in funzione delle richieste caratteristiche della disciplina praticata. Attraverso tecniche di rilassamento (es. training autogeno o esercizi di imagery calmanti) o esercizi di attivazione psico-fisica (es. tecniche di respirazione o tecniche di imagery attivanti) è possibile imparare a innalzare o abbassare il livello naturale di arousal in modo da raggiungere il proprio punto ottimale di “carica”.

 

2) La capacità di controllare l’attenzione. L’atleta può imparare a cosa prestare attenzione, quando essere più attento e come mantenere l’attenzione a lungo, imparando ad ampliare o a restringere volontariamente il focus dell’attenzione e a dirigere quest’ultima all’esterno o verso se stesso, a seconda delle richieste della situazione sportiva in cui si trova.

 

3) Il controllo delle immagini mentali, di supporto alle capacità di gestione dei pensieri. “Imparare a immaginare” può essere utile per diversi scopi a sostegno delle prestazioni. Cosa significa?

  • Ad esempio, imparare ad immaginare il gesto tecnico nella sua esecuzione, risulta utile sia per perfezionare elementi tecnico-tattici, che per aiutare la concentrazione (es. esecuzione di tiri liberi, servizi o rigori).
  • Inoltre, migliora anche la velocità di soluzione dei problemi.
  •  consente altresì di poter gradualmente sperimentare, in un contesto protetto, reazioni alternative a quelle precedentemente sperimentate, rendendo meno ansiogene situazioni già sperimentate dal vivo e rinforzando sensazioni positive.

4) Il dialogo interiore o self talk. Ciò che un atleta pensa e si dice (su sé, sugli avversari, sulla sua vita in generale) è molto importante. I pensieri (es. io devo sempre lavorare il doppio per ottenere qualcosa) hanno un’influenza immediata sul corpo, generando tensioni inutili alla prestazione sportiva, influenzano le aspettative e i comportamenti (es. comportamenti di auto-sabotaggio di fronte a successi facili).

 

L’analisi del dialogo consente anche una maggiore libertà di scelta, liberi da automatismi inconsapevoli che però condizionano il comportamento dell’atleta.

 

5) La gestione delle emozioni, dell’ansia e delle condizioni stressanti. A questo proposito il mental training si basa su:

  • individuazione degli stimoli ansiogeni, a partire dai quali si attivano emozioni, pensieri o sensazioni disturbanti la prestazione atletica e il benessere.
  •  fermare le modalità disfunzionali di reazione, sviluppando nuove modalità di risposta in grado di avvicinare alla sperimentazione dello stato di agevolazione delle prestazioni descritto come “flow”.

6) Ed infine, la capacità di gestione degli obiettivi, che sostiene la motivazione, sia nelle fasi di gara, che di allenamento. L’allenamento al cosiddetto “goal setting” si basa sulla periodica scelta e revisione di obiettivi, non soltanto di risultato, ma anche di prestazione e qualitativi.

 

Oltre all’allenamento delle abilità mentali basilari descritte, esistono alcuni programmi di allenamento mentale specifici:

  • programmi di allenamento mentale applicati nella riabilitazione dagli infortuni
  • supporto alla gestione del peso negli atleti

In generale attraverso l’allenamento mentale è possibile sostenere la piena manifestazione dei talenti di un atleta, favorendo una maggiore fiducia nelle capacità personali e, se e quando la vita di un atleta lo richiede, sostenendolo anche nei momenti più difficili.

 

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BIBLIOGRAFIA - L’ALLENAMENTO MENTALE DELL’ATLETA

Cei A., 1998, Psicologia dello sport, Il Mulino, Bologna.

Gavin J., 2005, Exercise and Sport Psychology, Human Kinetics, USA.

Johnson R., Swindley D., 2000, Il manuale del vincitore. Come raggiungere il massimo delle prestazioni nello sport e nella vita, Edizioni Mediterranee, Roma.

Morris T., Spittle M., Watt A.P., 2005, Imagery in sport, Human Kinetics, USA.

Murphy S.M., 1995, Sport Psychology Interventions, Human Kinetics, USA.

Robazza C., Bortoli L., Gramaccioni G., 1994, La preparazione mentale nello sport, Luigi Pozzi Editore, Roma.

Taylor J., Wilson G., 2005, Applying Sport Psychology. Four Perspectives, Human Kinetics, USA.

Fonte: www.benessere.com

 


Testo a cura della Dott.ssa Monica Monaco

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