PSICOLOGIA DELLO SPORT

DOMANDE FREQUENTI - PDS RISPONDE

L’ansia e lo stress sono costrutti emozionali strettamente correlati tra loro e spesso li ritroviamo nel vissuto psicologico dell’atleta.

Lo Psicologo dello Sport ha numerosi strumenti, tra cui tecniche di rilassamento, per far sì che la gestione dell’ansia pre-agonistica ed agonistica possa essere gestita al meglio, mentre per quanto riguarda lo stress managment possono essere messi a punto protocolli di riconoscimento dei sintomi, l'aumento delle abilità di coping, tra cui il biofeedback, le tecniche di visualizzazione e di desensibilizzazione dagli stressor.


Prima di ogni gara mi viene l’ansia , ho nausea, mi gira la testa, sembra che mi venga un infarto , sono confuso e disorientato.. cosa devo fare ?

 

Stai descrivendo i sintomi corporei e mentali che determinano un eccesso di attivazione fuori dal contesto di prestazione. Hai bisogno di imparare delle tecniche mentali e corporee e di allenarle che ti permettano di mantenere la tua attenzione concentrata step by step sul compito.

 

Quanto tempo occorre per apprenderle ? 

Almeno 5 settimane , al pari di un allenamento tecnico e fisico. Il nostro cervello ha bisogno di 28 giorni per assimilare un nuovo apprendimento facendolo diventare un’abitudine.

 

Ha risposto la Dott.ssa Miriam Jahier

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In allenamento vado benissimo e poi in gara faccio un disastro..perchè?

 

In allenamento non patisci la pressione del contesto di gara.

La paura di deludere le aspettative delle figure per te importanti ti porta ad essere concentrato su pensieri poco pertinenti e fuori dal contesto di gara.

E’ come se la tua telecamera, ovvero la tua attenzione, spaziasse senza fermarsi, concentrandosi o sul contesto o su tue preoccupazioni inerenti al risultato.

L’uso delle tecniche corporee e mentali precedentemente allenate ti permette di uscire fuori da questa situazione e di rimanere concentrato su di te e sul tuo range prestazionale.

 

Ha risposto la Dott.ssa Miriam Jahier

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Mi tremano le gambe ogni volta che tiro un calcio di rigore ma,. è normale ?

 

Assolutamente no.

Sei in tensione mentale e fisica e hai un focus attentivo troppo ampio verso l’esterno o l’interno.  

La tua attenzione per essere ottimale dovrebbe avere un focus attentivo più specifico così orientato:

Ampio interno per valutare la situazione (portiere, porta, strategie di tiro, quale vuoi usare).

Ristretto esterno (porta/portiere), ristretto interno (scelta del tiro e respirazione, tiro).

 

Ha risposto la Dott.ssa Miriam Jahier

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Mi viene il braccino, non riesco a tirare.

La mia attenzione si sofferma sul punto perso, non riesco a non pensare, mi viene un tale nervoso che spaccherei tutto…

 

Queste sono tutte situazioni in cui il  tuo pensiero rimane fissato sul  punteggio appena trascorso. 

Il continuo rimuginare attiva un self talk (pensieri) poco produttivo e strategico, facendoti perdere punti. 

La tensione mentale induce tensione a livello muscolare ( braccino , nervoso….) con conseguente caduta di performance.

Il nostro cervello ha bisogno di indicazioni chiare per sapere cosa fare e a cosa pensare , questo richiede disciplina mentale e allenamento psicologico che fai solo attraverso una preparazione precedente, allenata al pari di quella tecnica e fisica.

 

Ha risposto la Dott.ssa Miriam Jahier

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Mi sono accorto che alcune volte sbaglio la gara perché mi sento molto "scarico" (anche se il mio allenatore dice che sono ansioso, ma non è vero). Cosa posso fare?

 

Se senti di non avere il giusto livello di energia, o meglio attivazione, nel momento in cui dovresti essere invece molto reattivo, prova a "svegliare" il tuo corpo: muoviti, fai qualche saltello per aumentare la frequenza cardiaca, e perché no, se hai qualche pezzo musicale che ti stimola, usalo.

 

Ha risposto la Dott.ssa Lorenza Bicchieri

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Prima della gara sono così tesa che sbaglio sempre qualcosa, mi alleno tanto ma in gara perdo la testa, cosa posso fare? 

 

Stiamo parlando di Ansia pre-gara. "Perdere la testa" è una sensazione molto diffusa tra gli atleti, soprattutto se giovani e con poca esperienza di competizioni.

Sarà decisivo capire come ti senti e cosa ti dici quando verbalizzi  di : "perdere la testa . Il tuo self-talk o linguaggio interno è ripetitivo e poco produttivo e ti porta  ad una dispersione di energie e concentrazione. In un percorso di mental-training potrai prendere consapevolezza del tuo self-talk e riprogrammarlo.

Capirai qual è il livello di attivazione per te ottimale ed imparerai tecniche specifiche per modularlo.

 

Ha risposto la Dott.ssa Monica Palla

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Mio figlio ha circa 16 anni e gioca a calcio da quando ne aveva 7. Il suo allenatore dice che ha talento ed attitudini evidenti ed in allenamento ha prestazioni importanti. Ma in partita sembra dimenticarsi delle proprie qualità. In effetti ha avuto anche l’opportunità di fare due provini in squadre professionistiche, in cui non ha saputo esprimersi al meglio. Cosa possiamo fare per aiutarlo?

 

Si può cercare di capire quali sono i fattori che ostacolano la sua prestazione in partita, parlando con il ragazzo  supportandolo poi con un percorso mirato in grado di fargli  prendere consapevolezza delle sue abilità sport specifiche  e di quelle che sono  le abilità necessarie per affrontare al meglio il momento competitivo, in cui potrebbe perdere serenità, sicurezza e fiducia nei propri mezzi.

 

Ha risposto il Dott. Fabio Ciuffini

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Il pubblico sugli spalti mi terrorizza, ho sempre paura che mi possano fischiare. Come posso fare?

 

Si può lavorare su due livelli: sul corpo, imparando a gestire le reazioni fisiologiche dell'ansia con adeguate strategie di rilassamento e presenza mentale; sulla mente, prefigurando scenari alternativi positivi costruiti ad hoc, sfruttando il potere della visualizzazione e del decondizionamento graduale.

 

Ha risposto il Dott. Alessandro Ledda

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Domanda: da parte di una tennista : ogni volta che entro in campo durante il match sento le gambe pesantissime e fatico persino a camminare nel primo set ( che perdo quasi sempre!), cosa mi succede?

 

Risposta : escludendo altre cause di tipo fisico può accadere che l' ansia del pre - partita agisca sul corpo "bloccando le gambe" è necessaria una preparazione mentale adeguata caratterizzata da tecniche di rilassamento e visualizzazione pre- partita.

 

Ha risposto la Dott.ssa Tamara Mesemi

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Sto preparando un match, mi sto allenando moltissimo, ma le mie prestazioni in allenamento stanno diventando sempre più scadenti. Inoltre dormo male e sono più nervoso del solito. Come mai?

 

Potrebbe trattarsi di overtraining, ovvero una condizione dovuta ad un attività fisica troppo intensa che non consente più all'organismo di riuscire, nei tempi di recupero, a eliminare la fatica degli allenamenti.Questa condizione, investe aspetti fisici, comportamentali ed emotivi, e produce uno stallo o addirittura un decadimento della prestazione. La programmazione del recupero è fondamentale. Rispettare il proprio fabbisogno di sonno, una giusta alimentazione, utilizzo di tecniche di rilassamento di interesse psicofisiologico (training autogeno ecc...), possono aiutare a prevenire. Anche la sensibilità dell'allenatore e dell'atleta nel cogliere alcuni segnali, rimane comunque fondamentale.

 

Ha risposto il Dott. Massimiliano Di Liborio

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Ho vinto parecchie competizioni, ma oggi mi sento “vecchio” e quando ho una competizione, mi sala ansia e paura, il cuore mi batte forte, salivazione azzerata e pensieri di non farcela, cosa mi sta succedendo?

 

Credo che chi ha vinto molto nel passato , e ha perso la grinta e la determinazione dei primi tempi, può avere sintomi mentali e corporei indicativi di uno stato ansioso e stressato dagli anni di competizioni. Probabilmente staccare un po’ , prendersi qualche momento di pausa e affidarsi ad un lavoro di consapevolezza e riformulazione di nuovi obiettivi, potrebbe ottenere l’effetto di riappropriarsi della motivazione vincente per un ritorno alle competizioni.

 

Ha risposto il Dott. Massimo Masserini

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“Ci sono dei momenti in gara in cui sento un’ansia pazzesca, mi sembra di scoppiare, sudo tantissimo e perdo il controllo di me stesso e del mio gesto tecnico e mi sento totalmente perso. Che ne pensa?!

 

“Le emozioni sono l’a, b, c della nostra vita, non solo personale, ma anche lavorative e sportiva. Questi momenti negli atleti sono molto più frequenti di quanto si possa pensare, e accomunano molti sportivi di tutte le età e di tutti i livelli.

È possibile lavorare sull’emozione che sente, partendo da ciò che c’è in quel momento, per capire quale direzione dare poi all’intervento: “ansia” è una parola che nel linguaggio comune assume diversi significati: cosa è l’ansia per lei e cosa significa per lei sentire crescere quell’ansia?

Questo è solo un’ipotesi su come poter cominciare a lavorare; la direzione e le modalità con le quali affrontare il percorso si sceglieranno considerando tutti gli elementi che caratterizzano la sua storia come sportivo e il momento attuale che sta vivendo.

 

Per alcuni atleti una reazione di questo tipo non si verifica solamente in occasione delle gare, ma è una modalità a loro conosciuta anche fuori campo: in questo caso è bene ri-pensare al percorso da svolgere per supportare la persona in questa situazione. 

 

Ha risposto la Dott.ssa Olga Solmi

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